Si è svolta a Palazzo Pallavicini la conferenza stampa di presentazione della mostra su Diabolik, antieroe per eccellenza, creato dalle sorelle Angela e Luciana Giussani nel 1962. La mostra potrà essere visitata a Palazzo Pallavicini dal 3 aprile al 20 luglio 2025.
A livello cinematografico Diabolik e Bologna è un rapporto nato tempo fa con i Manetti Bros (quelli dell’Ispettore Coliandro, per intenderci) che dal 2020 (girato nel 2019) hanno realizzato ben 3 film con Diabolik come protagonista (interpretato dagli attori Luca Marinelli e successivamente da Giacomo Gianniotti ) e che hanno visto la città di Bologna diventare Clerville insieme ad altre città come Milano e Trieste. Il motivo del perché si sia scelto di presentare una mostra a Bologna sul ladro che va in giro con una calzamaglia nera non ha una risposta precisa ma sicuramente l’esperienza maturata nell’organizzazione di mostre dalla Pallavicini Srl di Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Ruben Fogacci e l’aver messo a disposizione una sede storica come Palazzo Pallavicini, ha giocato un ruolo importante nella decisione finale della casa editrice Astorina e del suo presidente Mario Gomboli, di accettare l’invito e organizzare insieme la mostra. La conferenza stampa è stata introdotta da Chiara Campagnoli di Palazzo Pallavicini che dopo avere ringraziato la Regione Emilia-Romagna, il Comune di Bologna, Bolognawelcome e il centro commerciale Centro Lame dove, da metà aprile, verrà esposta la Jaguar X-Type, ha quindi passato la parola alla curatrice della mostra, la dottoressa Francesca Bogliolo la quale ha dichiarato che “La mostra è stata concepita per essere fruibile da un’ampia tipologia di pubblico e che racconta la storia di Diabolik cercando di soffermarsi sulle sue origini e sulle condizioni del personaggio.” Oltre alla curatrice erano presenti alla conferenza stampa Mario Gomboli, direttore di Diabolik e presidente della casa editrice Astorina e Giuseppe Palumbo, fumettista e disegnatore di molte storie di Diabolik. La mostra
Nella mostra si può scoprire la storia delle sorelle Giussani, donne di altri tempi ma all’avanguardia che hanno saputo ideare un prodotto assolutamente innovativo per l’epoca sia nel formato che nella struttura. Infatti, il fumetto fu ideato per i pendolari, ovvero chi doveva prendere i mezzi pubblici per andare a lavorare e allora c’era la necessità di un qualcosa di facile lettura.
Nella mostra ci sono le copertine di tutti i numeri di Diabolik, dal primo numero “Il re del terrore” fino a oggi, per cui si può vedere graficamente le evoluzioni delle stesse.
Ci sono poi due sezioni dedicata ai personaggi del mondo di Diabolik trai quali spicca l’ispettore Ginko, Altea, Bettina Ramblè e King, tutti personaggi che ruotano all’interno delle vicende Diabolik. C’è poi uno spazio dedicato al rapporto Diabolik ed Eva Kant, l’esposizione delle tavole dell’ingresso in scena nel mondo di Diabolik di Eva e poi quelle con il loro primo bacio. “Una striscia che racconta la storia di una relazione che ha saputo mantenersi intatta nel tempo adeguandosi ai costumi dell’epoca, attraversando censure arrivando di fatto a rappresentare un esempio di coppia che funziona ancora oggi” ha dichiarato Francesca Bogliolo.
Nella penultima sala ci sono i trucchi messi in atto per compiere i suoi colpi più celebri con le tavole associate ai modellini che rappresentano la Jaguar E-Type che come si sa può cambiare forma a seconda delle necessità criminali del momento e si possono osservare le tavole originali del numero uno, il primo numero di Diabolik “Il re del terrore” esposte interamente in quanto uscite dal Caveau (Editrice Astorina ndr)
Nell’ultima sala ci sono gli omaggi di artisti a Diabolik e al suo mondo come Milo Manara. Ultima ma non meno importante è la sala immersiva dove c’è la possibilità di scoprire un colpo avvenuto proprio a Palazzo Pallavicini, quindi un colpo diabolico ideato per l’occasione per chiudere la mostra immergendovi nella atmosfera di Diabolik.
“È un onore per me essere qui a vedere la più grande esposizione di tavole originali di Diabolik che non sia ma stata fatta”, ha dichiarato Mario Gomboli, direttore di Diabolik e presidente della casa editrice Astorina e collaborare con le sorelle Giussani dal 1966
Il direttore Gomboli ha voluto sottolineare che Diabolik è un antieroe, che è un ladro, che si veste in nero, che ha una compagna bionda, che ha una macchina che molti pensano che sia una Porsche che in realtà è una Jaguar X type del 62, (ma va bene lo stesso), che non è un bravo ragazzo – cosa molto importante, ciò nonostante, c’è chi si vuole immedesimare in Diabolik. Perché? “Perché non è onesto, ma è corretto ha una sua etica. In pratica non ci si vergogna di sentirsi un po’ Diabolik, mentre nessuno vuole essere Annibal the Cannibal per Intenderci” afferma Gomboli.
Oltre ai ringraziamenti di rito, Gomboli ha voluto ringraziare Claudio Orlandi perché si è preso l’incarico a dir poco impegnativo, di selezionare tra decine di migliaia di tavole che Astorina ha, quelle adatte a semplificare, a rappresentare gli argomenti che la curatrice ha scelto per le varie fasi della mostra.
E’ la volta di Giuseppe Palumbo che più di vent’anni fa venne cooptato da Alfredo Castelli (fumettista e inventore nel 1982 di Martin Mystere), che purtroppo non è più tra noi. Palumbo ha voluto raccontare due storie di due persone all’opposto che leggevano Diabolik. Un rapinatore seriale, pluri pregiudicato che aveva scontato 42 anni di galera (lucano come Palumbo) e un frate marchigiano. Nella differenza avevano un punto in comune, Diabolik.
Per l’occasione oltre ad una esperienza immersiva dove si vede Diabolik rubare a Palazzo Pallavicini, è stata realizzata una storia con al centro la città di Bologna.
Bruno Angelo Porcellana
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